Fra lo smalto all’acqua e lo smalto a solvente la vera differenza è il diluente, cioè la sostanza che serve a facilitare l’applicazione dello smalto e rende più liquido il prodotto. Gli smalti sono il modo più semplice, pratico ed economico per rinnovare molti oggetti, adatti per svariati materiali e usi, in interno ed esterno.
Negli ultimi anni si osserva una costante crescita del mercato del fai da te e del miglioramento domestico, con particolare attenzione all’isolamento degli edifici pubblici e privati, alla tenuta e alla sigillatura di porte, infissi e serramenti.
La popolazione, oltre a sperimentare maggiore autonomia nei lavori di manutenzione e rinnovamento dell’abitazione, tinteggiatura e giardinaggio sopra tutti, dimostra inoltre crescente interesse per prodotti che attestino un minore impatto ambientale.
Resta comunque sempre opportuno chiedersi che tipo di materiali vengano utilizzati per le finiture esterne e interne, e soprattutto che tipo di emissioni possono generare, poichè vernici, adesivi, e materiali da costruzione in genere possono causare un preoccupante aumento nella concentrazione di composti organici volatili (VOC) nell’aria, pericolosi anche per molto tempo dopo la loro posa.
In Europa il contenuto di composti organici volatili (COV) di pitture e vernici decorative è regolato dalla Direttiva 2004/42/CE, che fissa valori limite per ciascuna categoria di prodotto e impone di indicare in etichetta il contenuto massimo di COV.
Cosa scegliere tra smalto all’acqua e smalto a solvente
A fare la differenza tra smalti all’acqua e a solvente è il diluente, cioè la sostanza che serve a facilitare l’applicazione del colore e rende più liquido il prodotto. Lo smalto a solvente è diluito con sostanze chimiche come petrolio bianco o acqua ragia. Una volta applicato, il diluente evapora e lascia il posto ai pigmenti che formano una pellicola dura e resistente all’usura e agli agenti atmosferici. La pericolosità dei solventi è dovuta al fatto che non rimangono stabili nel prodotto finito, ma evaporano producendo le emissioni dei composti organici volatili (VOC) in quantità e contribuendo ad inquinare l’ambiente interno per molto tempo.
A differenza dello smalto a solvente, lo smalto a base d’acqua ha un contenuto di COV più basso e un odore meno intenso.
Pur offrendo la stessa versatilità e resa. Indicato sia per l’esterno che per l’interno, è perfetto per la verniciatura di svariati materiali, dal metallo, al legno, ai muri, e anzi spesso offre risultati migliori di quello a solvente su supporti difficili come alluminio, zinco e plastica.
I vantaggi di uno smalto all’acqua
Lo smalto all’acqua ha l’acqua come diluente principale: ha un odore meno intenso e un contenuto di COV più basso rispetto agli smalti a solvente. È comunque buona norma aerare gli ambienti durante l’applicazione e l’essiccazione, seguendo le indicazioni riportate in etichetta.
Inoltre, a differenza di molti prodotti a solvente, in genere non sono classificati come infiammabili: verifica sempre l’etichetta e la scheda di sicurezza del prodotto.

Per questo motivo è particolarmente consigliato per gli ambienti sanitari (ospedali, studi medici, laboratori di analisi), cucine di casa, cucine di ristoranti, mense, scuole, insomma in tutti quegli ambienti che necessitano di un’elevata igiene, perché grazie alla sua lavabilità permette di essere igienizzato continuamente.
E, finito il nostro lavoro di pittura, consideriamo anche che attrezzi da lavoro e pennelli possono essere ripuliti semplicemente con acqua calda per poi essere riutilizzati in qualsiasi momento.
Abbiamo ancora dubbi se scegliere uno smalto ad acqua o una solvente?


